Luci d’autunno su Roma
riflessi lucidi d’asfalto che
a sera tra intrighi mondani
e bagliori d’antico torneranno
a vivere.
C’è qualcosa di te nell’aria, un
gioco frizzante di pomeriggi
autunnali, un canto tenero che
non vuole disturbare.
I sogni d’un tratto vincono lo
spazio e io sono con te, alti sui
tetti di Roma sui palazzi di tutti,
sui cortili nascosti, voliamo e
sogniamo di sognare.
Roma è nostra e per un attimo
custodi di amori lontani giochiamo
con gli amanti fantasmi d’ogn’epoca
alla nostra festa sospesa nel tempo.
“Vivete i vostri fugaci amori
dolci amanti, la notte sta fuggendo”.
E come d’incanto tutto svanisce.
Abbracciato a te socchiudo
ancora gli occhi, è l’alba sulla
porta di un antico caffè

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