Quanto era bella lei, che visse una stagione non sua in un trionfo di colori ben celati.
Nascosta da un inutile fogliame il destino mi negò i suoi giorni più belli.
Affrontasti l’invidia del vento che non riuscì a piegarti e i dispetti del sole che volle invecchiarti, ma tu
sempre più forte cedesti solo alle lusinghe della pioggia bugiarda, ti promise stelle di luce e ti rubò la
giovinezza.
Ora che i tuoi petali scoloriti tremano ancora alla brezza del mattino t’ho notata e sei sempre bella.
M’innamorai di quei colori ammaccati dalle sfide della vita e di quei sorrisi nascosti reclinando lo
stelo.
Non riesco a smettere di guardarti mentre silenziosamente racconti d’altri tempi di colori e di profumi
lontani.
Vorrei proteggerti, ma il tempo ti ha insegnato a non sbocciare più, vorrei sorreggerti ma non me lo
permetti mostrando quelle spine che più volte mi ferirono.
Non ti affiderai,lo so, forse potrei regalarti una nuova giovinezza ma tu lasciando cadere il primo petalo
come una lacrima, sembrasti dire ” Lo vedi? ma che ne sai della vita povero poeta, non ti ruberò
illusioni che io ho già perduto, regala il tuo amore alle rose di maggio che mi sopravviveranno”.
Ma che ne sanno le rose di maggio del sole cocente del vento e della pioggia, che ne sanno di quei
sorrisi nascosti
di bocciolo infreddolito mentre arrossivi.
Ti perdesti in quell’abbraccio mortale di rampicanti senza scrupoli, negandomi per sempre quella
carezza vellutata che tanto avevo desiderato.
Ora che quei petali cadono dolcemente uno dopo l’altro, mi piace credere che tornerai magari in
autunno. Per ora rimango qui a raccoglierli in un quadernino di poesie

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