Lei mi disse “Famolo dietetico”. Risuonó subito poco poetico.

Tra farine decorticate e calorie quasi accennate, mi chiesi poi dubbioso, “Ma la papille saranno poi appagate”?

Poi con fare aristocratico di chi sa essere antipatico le dissi, “Un impasto senza lievito è irregolare, non ci sperare che possa lievitare, dammi retta lascia stare.

Lei sicura scaltra e sorniona mi disse “Fidati vedrai che funziona”.

Ma io ipotizzando lo scarso risultato consigliai di porli sotto il tavolo inclinato. “A mo di zeppa si potrebbero utilizzare, o per dispetto li potresti poi fiondare, a parer mio nemmeno il cane li potrà mai apprezzare.

Ma poi nel forno quei disgraziati presero a crescere come dei forsennati, non potevo più negare quell’impasto sapeva lievitare.

Lei mi guardò con derisione, soddisfatta della situazione, ” S’è trattato quindi di magia, io li vedo lievitati dov’è ora la tua ironia”.

Non dissi nulla, presi coraggio e decisi per l’assaggio.

Accidenti che bontà, Anche lì avevo toppato, sapore buono di cioccolato.

Lei cercò il mio sguardo senza dire niente, quasi a voler dire, “Lo so che ti è piaciuto zotico impertinente”.

Mi costò darle ragione, costretto le diedi soddisfazione.

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