:”Cosa vendete”? :”Libri”. Rispose una delle due ragazzine che sotto un sole spietato comminava su e giù
seguendo con un sorriso preoccupato, gli sguardi distratti delle persone.
Potevano avere 10 o 12 anni, il viso pienotto di un’età nella quale si vive ancora di sogni e di giochi e quegli occhiali molto spessi e fuori moda, rivelavano un’infanzia dignitosa ma senza superfluo.
I loro non erano libri scolastici che per tradizione gli studenti vendevano alla chiusura della scuola. No. Erano libri di casa. Fiabe, bricolage, vecchi romanzi un po’ di fai da te. Erano libri ormai datati che al di là del loro contenuto raccontavano di una famiglia caduta in disgrazia, che con la dignità e l’impaccio di chi per la prima volta si trova a dover chiedere, sacrificando i propri ricordi. Oggetti ai quali ci si affeziona, storie forse sulle quali avevano fantasticato, per il bisogno impellente di denaro. Il loro papà poco distante mi sussurro imbarazzato. “Ci troviamo
in difficoltà”. “Purtroppo ho perso il mio lavoro”.
Osservavo con tenerezza di quegli sguardi e nel tentativo di rendere interessanti dei poveri libri ormai fuori tempo presero ad elencarmi le varie tipologie facendomi notare con orgoglio la vasta selezione di argomenti.
Mentre un nodo alla gola mi stringeva così forte da farmi male pensai di aiutarli senza acquistare.
Poi però avrei rotto quell’incanto dignitoso che dava loro l’illusione di vendere qualcosa e non l’immagine di persone che stanno chiedono aiuto. Mi sembro quindi giusto prendere almeno un libro.
“2 euro i piccoli 3 euro i grandi”.
Gli detti di più, e loro per estrema correttezza mi invitarono a prenderne un altro.
“Non preoccupatevi dissi il resto è per voi”. ringraziandomi di cuore ribadirono il fatto che mi dovevano un altro libro e che sarei potuto passare a prenderlo quando volevo.
Non tornai più. Chissà se la vita o il destino avrà dato loro una possibilità. Ogni tanto ritorno con la mente a quegli occhi, dietro quegli occhiali spessi che, alla ricerca di quell’attenzione di chi è ancora capace di leggere oltre le parole.

No responses yet